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Lodi Vecchio

E’ l’antica Laus Pompeia, l’oppidum fondato dai Celti nel sec. V a.C., divenuto municipium romano nel 1222 a.C., cui venne concessa la cittadinanza latina nell’89 e quella romana nel 49. Sono ancora visibili le tracce dell’antico Foro nell’attuale Piazza S. Maria Nuova. Dalla fine del sec. III vi si diffuse il Cristianesimo: il primo vescovo fu San Bassiano (morto nel 409), festeggiato ogni anno il 19 gennaio come patrono di Lodi. Dal sec. X i vescovi furono feudatari della città e del contado. L’inimicizia fra Laus e Milano fu determinata dalla volontà milanese di controllare strade , fiumi e campi: questa sfociò in un primo tentativo di distruzione del centro lodigiano nel 111 e nell’annientamento definitivo subito tra il 23 e il 24 aprile 1158.

Basilica di San Bassiano

La Basilica sorse per volontà del vescovo Bassiano a partire dal 380 circa.
Nel novembre 387 fu consacrata con la deposizione delle reliquie di alcuni Apostoli (per questo è anche nota come basilica dei XII Apostoli) alla presenza di Ambrogio, vescovo di Milano, e di Felice, vescovo di Como. La Basilica, detta di san Bassiano a partire dal X secolo, e uno tra gli esempi più significativi dell'architettura medioevale in Lombardia.
Risale, nelle sue forme attuali, ad età romanica con sostanziali modifiche dei primi decenni del Trecento. La facciata, opera del secondo intervento dei lavori, tipicamente gotica, e realizzata in cotto, con aperture a "tutto cielo". Nella parte centrale si trova un'edicola contenente la statua di San Bassiano, copia dell'originale conservata nel Duomo di Lodi.
Su entrambi i lati si aprono delle absidi. Se l'esterno è stato rimaneggiato nel corso dei secoli, denunciando in alcune parti l'influenza di diversi stili, l'interno, suddiviso in tre navate a volta di cui una centrale più larga e due laterali più piccole, è tipico di un edificio romanico, con i piloni coronati da capitelli raffiguranti animali mostruosi, foglie e fiori stilizzati, decorazioni astratte e motivi ad intreccio.
La semplicità dell'esecuzione riporta ad un mondo naturalistico e suggerisce confronti con altri edifici lombardi, tra cui la basilica di Sant'Ambrogio a Milano.
L'intervento decorativo maggiore risale ai primi decenni del secolo XIV ed è opera di un anonimo Maestro.
L'opera prende avvio dal catino absidale dove, in una mandorla, è raffigurato Cristo benedicente circondato dai simboli dei quattro evangelisti, dal vescovo San Bassiano e dalla Vergine a destra da San Giovanni e San Cristoforo a sinistra. Le altre immnagini raffigurano gli Apostoli, diversi santi, Madonne in trono Bambino e molto probabilmente si tratta di dipinti votivi. Anche le corporazioni sostengono i lavori della decorazione, come testimoniano alcune formelle presenti all'interno della basilica.
Gli ultimi affreschi appaiono più evoluti rispetto a quelli iniziali soprattutto nell'uso del chiaroscuro, nella resa dei volti e nelle pieghe delle vesti. Gli interventi pittorici successivi si collocano alla metà del XIV secolo e poi più nulla per due secoli.

Fonte: Pubblicazioni APT Lombarde
 
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