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Quello che per gli antichi era l'Agro Laudense, corrisponde oggi a quello che noi chiamiamo Lodigiano Storico. Molti centri di quest'area conservano ancora i loro nomi latini e sono ancora molto evidenti i segni dell'antica centuriazione romana.
Questo territorio é molto ricco di corsi d'acqua naturali ( l'Adda, il Po, il Lambro, l'Addetta, il Sillero ) e artificiali come ad esempio il Muzza, un canale artificiale lungo 58 km. scavato nel XIII sec., che con gl'anni ha assunto la fisionomia di un vero e proprio fiume.
L'abbondanza d'acqua in questa zona ha fatto si che l'agricoltura, con la sua coltivazione di riso, frumento, granturco e lino, e le marcite, prati destinati permanentemente all'alimentazione dei bovini utilizzati per la produzione di latticini, fossero le attività principali.
La Lodi dei nostri giorni, non é la Laus Pompeia ( Lodi Vecchio ) dell'antichità ma una città nuova ricostruita nel XII sec. sulla sponda occidentale dell'Adda. Al momento della fondazione, la posizione della città non fu dettata da interessi economici ma bensì da considerazioni strategiche di difesa, infatti per questa sua posizione fu tagliata fuori dai principali traffici commerciali con le maggiori città lombarde ed emiliane.
Nel 1111, anno della prima distruzione milanese di Laus Pompeia, i profughi lodigiani trovarono rifugio in quella penisoletta che si protende nell'Adda e che le acque correnti del fiume avevano corroso,dando vita al Borgho Isella che rappresentò il nucleo originario di Lodi Nuovo. All'inizio le abitazioni,in legno e coperte di paglia,erano distribuite attorno a due piazze principali, quella del Mercato e p.zza Maggiore, in seguito furono costruiti il Duomo? Il Palazzo Comunale ed infine la via portuense che portava all'Adda.
Questo antico nucleo di Lodi presenta un impianto urbano molto interessante. Infatti alcuni punti sono accumunabili ai moduli di alcune città transalpine coeve, fondate ed organizzate urbanisticamente dai monaci Cistercensi. A questo proposito non bisogna dimenticare che ad una decina di km. Dalla città, sorge l'abbazia benedettina di Cerreto, che nel 1139 passò ai Cistercensi di Chiaravalle, e questo ci fa supporre che, probabilmente, questi monaci influenzarono gli abitanti per ciò che concerne l'organizzazione della città.
la storia continua ...
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